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Esplorazione relitto B-17 Isola di Vis Croazia
Estate 2012
Il 3 novembre del 1944 il nuovo bombardiere B-17G, numero di serie 44-6630 arrivò alla base di Amendola e fu subito inserito nella 340esima squadriglia del 97esimo gruppo di bombardieri della XV forza aerea americana. L'aereo fu assegnato al comandante Irving G. Emerson con 10 persone di equipaggio, e il 6 novembre 1944 fu chiamato alla prima missione: bombardare Vienna. Nelle prime ore del mattino, dopo il briefing ed i preparativi l'aereo decollò assieme agli altri bombardieri della missione seguiti dai caccia P51 (Mustang) che facevano da scorta alla missione. In prossimità della meta i caccia fecero ritorno alla base dato che il carburante per loro era limitato e, a causa del cattivo tempo sopra Vienna (al tempo la squadra non disponeva dell'aereo radar per indirizzare il bombardamento anche in presenza di cattivo tempo), attuarono il piano B: bombardare il nodo ferroviario di Maribor. Durante il bombardamento, l'aereo del comandante Emerson fu colpito da alcune granate della difesa antiaerea: il copilota fu ferito gravemente e l'aereo fortemente danneggiato. Presto l'aereo si riempì di fumo a seguito dell'incendio dei motori numero due e numero tre, e gli altri bombardieri della missione si allontanarono per paura di esplosioni. L'impianto idraulico era fuori uso e non fu possibile chiudere il portellone delle bombe, ne' far rientrare il carrello dell'ala sinistra che si era aperto nel frattempo. Le schegge perforavano la fusoliera e foravano la parte superiore dell'aereo che ben presto assomigliò ad un colabrodo. A quel punto il comandante decise di cambiare rotta ed inizialmente pensò alla Svizzera neutrale, ma non vi erano passaggi attraverso le montagne per l'aereo che stava perdendo velocemente quota. Allora scelsero la rotta della "pista segreta" dell'isola di Vis e virarono subito a sud verso la costa adriatica. Nel tragitto eliminarono tutto cio' che non era strettamente indispensabile: mitragliatori, riserve di munizioni, giubbetti protettivi, insomma tutto eccetto la radio. Il comandante lasciò decidere ad ogni componente dell'equipaggio se gettarsi con il paracadute, ma tutti scelsero di rimanere. Intanto le condizioni del copilota erano diventate disperate. Quando finalmente si intravedeva l'isola di Vis il motore numero quattro si spense per mancanza di carburante, e poco dopo smise di funzionare per lo stesso motivo anche il motore numero uno - l'ultimo rimasto in funzione - proprio durante l'avvicinamento alla pista. A quel punto, verso le 13:30 di quel 6 novembre 1944 il comandante Emerson decise di ammarare. Gonfiarono le zattere di gomma e visto che una delle due era bucata alcuni componenti dell'equipaggio, dopo essersi tolti la tuta di volo, nuotarono verso la riva. I pescatori del paesino di Rucavac ed alcuni soldati inglesi accorsero per soccorrerli. Tutti i componenti dell'equipaggio ad eccezione del copilota si salvarono. Alcuni giorni più tardi l'equipaggio ripartì con un B-17 riparato e disponibile nella base di Vis verso Amendola, dove scoprirono che i loro commilitoni si erano già spartiti i loro effetti personali pensandoli morti. Un ultima curiosità: almeno fino a 3 anni fa, e dunque più di 55 anni dopo l'accaduto, tutti i componenti dell'equipaggio (ad eccezione del copilota naturalmente) erano ancora vivi.