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Ta-36 Stella polare

Team eXplorer

TA-36 (ex STELLA POLARE)



Scheda Tecnica

Tipo: Caccia di scorta (torpediniera)
Dimensioni: Lunghezza 82,26 mt. Larghezza 8,6 mt.
Anno di costruzione: 11-07-1943 dai cantieri navali di Quarnaro Fiume.
Armamento: 6 cannoni antiarerei - 6 tubi di lancio siluri - varie bombe di profondità.
Posizione: sud dell'attracco di Brestova - Profondità 65 mt.

Breve storia

La nave, varata dal cantiere di Rijeka sotto il nome di Stella Polare, venne requisita dai tedeschi nel 1944 e rinominata TA36 (TA: torpedoboot ausland, torpediniera di tipo straniero).
Dopo aver partecipato a molte missioni di scorta a navi mercantili lungo la costa adriatica, il giorno 18 marzo 1944, mentre segnalava con boe la posizione da cui si dovevano collocare delle mine, alle 17:10 esatte navigando all'altezza del Capo di Masnjak, la nave urtò contro una mina. La forte esplosione ne provocò l'affondamento.
In questo incidente navale 46 marinai persero la vita.

Il relitto

Il relitto della TA36 giace in assetto di navigazione su un fondale sabbioso a 65 mt di profondità. Lo scafo è spezzato in due esattamente all'altezza del cannone di prua da 100mm. La prua è distante 150mt dallo scafo principale sbandata sul lato sinistro. La parte tra il ponte di comando e la poppa è molto ben conservata. Sul ponte di comando è ancora ben visibile il supporto del telemetro, il quale giace sul fondo a poca distanza, sul supporto germoglia una fantastica gorgonia rossa. L'albero principale con i traversini di segnalazione è integro e si erge fino alla profondità di 45mt. Il fumaiolo è in ottime condizioni e si può osservare la griglia di protezione dai bombardamenti aerei. Continuando verso poppa si incontrano le varie mitragliere Breda e una Flak a 4 canne, i tubi lancia siluri trinati e il cannone da 100/47 di poppa. Scendendo dalla poppa si nota il timone e le due eliche parzialmente insabbiate.



L'immersione

Durante l'estate del 2010 abbiamo deciso di esplorare questo relitto per noi ancora sconosciuto.
Grazie all'aiuto di Davide e Ana, due amici che conoscono bene la Croazia, abbiamo organizzato la spedizione esplorativa sul TA36.
Arrivati a Rabac il sabato abbiamo fatto conoscenza con il diving e un tuffo di prova attrezzature sul relitto del Lina. Il mattino seguente di buon ora sulla banchina del porto c'era una tonnellata di attrezzatura tra telecamera, rebreather , 5 bombole decompressive e un 15+15 pieno zeppo di trimix più le attrezzature dei subacquei di supporto.
Caricato il tutto sul gommone partiamo alla volta del relitto. Dopo una breve navigazione ci troviamo sul punto e ci prepariamo per l'immersione. Saranno Nicola e Marco a scendere fino a 65mt mentre Davide Ana e Federica faranno da supporto per le eventuali emergenze alle profondità di decompressione.
Finalmente in acqua….essendo agosto la temperatura è gradevole, iniziamo la discesa praticamente in libera (visto che il relitto è pedagnato con una lenza da pescatore!) e la visibilità sembra buona. Alla profondità di 45mt ci imbattiamo in qualcosa che spunta da una nuvola di pesci…è l'albero principale, ancora integro coperto di lenze e brandelli di reti. Proseguendo la discesa avvertiamo un termoclino pazzesco e iniziamo a vedere la sagoma del relitto, il fumaiolo è intatto e si vede ancora bene la griglia di protezione dei bombardamenti aerei. Continuando a pinneggiare sul lato sinistro, incontriamo i vari armamenti molto ben conservati e ancora al proprio posto. Arrivati a poppa scendiamo sul fondo, dove si vede il timone e le due eliche. Risalendo sul ponte lato destro si vedono molte bombe di profondità, tubi lancia siluri e munizioni varie. Una volta sul ponte di comando scendiamo lungo il punto dove è esplosa la nave, che essendo probabilmente esposta a correnti, è ricoperta da gorgonie rosse. Sul fondo tra i rottami giace il telemetro, mentre il suo supporto è ancora nella sua posizione sul ponte di comando, diventato appiglio di una bellissima gorgonia.
Al 25° minuto di immersione decidiamo di risalire…faceva veramente freddo!!! Ci spostiamo dal relitto e spariamo il pallone rosso…segnale che l'immersione si è svolta senza intoppi e iniziamo la risalita; arrivati alla prima sosta di deco, intorno ai 30mt, avvertiamo un netto cambio di temperatura e ci avviamo verso la lunga decompressione.
Una volta riemersi, entusiasti da ciò che avevamo visto, abbiamo condiviso immagini ed emozioni con i nostri compagni, che aspettavano con impazienza il nostro racconto.
La Stella Polare è un relitto che vale sicuramente la pena di rifare, dato l'ottimo stato di conservazione e l'importanza storica.


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